
“Chi viene in vacanza a Lisbona non può perdersi baccalà e fado”. Niente affatto. Piuttosto, non si può perdere le pasteillas (italianizzate come tartelle), piccoli dolci alla crema in una sfoglia divina.
Per carità, mangiare codfish pescato nel mar del Nord (tutt’altro che un prodotto locale, dunque) ed ascoltare musica malinconica sono attività che riescono facili qui, e che donano un tratto distintivo – rispetto ad altri capitali europee. Ma il meglio è forse nei bellissimi monumenti d’epoca coloniale che tributano i grandi esploratori che portarono immense ricchezze a questo piccolo paese del Sud Europa (senza lesinare schiavitù e grandi massacri, in pieno stile imperiale).
E’ facile restare interdetti da alcuni tratti di questo popolo, tuttavia, e non si può far a meno di paragornarlo ad altre genti mediterranee. Creano problemi e saltano agli occhi il presappochismo, l’inefficienza e la scarsa cordialità di tanti lisbonesi. Piccolo esempio: i mezzi di trasporto pubblici ci sono, come i famosi tram su cui si fonda l’attuale business turistico, ma son sempre gli stessi da 80 anni. Non ci sono corse aggiuntive e, soprattutto, se capita la maratona mensile nessuno avverte nessuno che la città s’immobilizza. Per carità, la metro funge e bene (molto meglio di Roma, anche se non ci vuole molto), però anche qui ci sono aspetti misteriosi (come il sistema di pagamento dei biglietti). Che dire poi dell’ambiguo culto di Fernando Pessoa, allo stesso tempo oggetto di marketing sfrenato e di indifferenza popolare, tanto che nessuno pare sapere dove sia la sua casa-museo e tantomeno è disponibile a dare indicazioni
I lati positivi, che portano tanti (tanti!) spagnoli e italiani qua non vanno ignorati: i prezzi son generalmente bassi e l’architettura è stilosa (!). Ci si inebria infatti ammirando i palazzi dai colori vivaci, gli edifici storici e il centro decisamente vivace, sia da un punto di vista commerciale che culturale.

![DSC_0123[1]](https://occhipervedere.files.wordpress.com/2014/12/dsc_01231.jpg?w=225&h=300)

p.s.
La cosa più bella e significativa di Lisbona?
Il suo amore per Pessoa.
Uno scrittore da scoprire, e riscoprire.
L’ho conosciuto tramite Antonio Tabucchi, e quel viaggio mi ha fatto venir voglia di rileggerlo.
Fallo anche tu: